venerdì 17 febbraio 2012

m'illumino di meno 2012


M’illumino di Meno, la celebre campagna radiofonica sul Risparmio Energetico, lanciata da Caterpillar, Radio2, dopo aver spento simbolicamente mezza Europa e acceso tricolori puliti in tutta Italia, è giunta alla sua ottava edizione e quest’anno raddoppia: il racconto delle buone pratiche di consumo sostenibile potrà infatti contare, oltre alla tradizionale fascia tra le 18 e le 19.30, anche sul nuovo spazio alle 6 del mattino, presidiato da CaterpillarAM.

Il risparmio energetico dalla mattina alla sera. Protagonisti più che mai di quest’edizione saranno i racconti della vita quotidiana di ciascuno: Caterpillar e CaterpillarAM invitano tutti a concentrare in un’intera giornata tutte le azioni virtuose di razionalizzazione dei consumi, sperimentando in prima persona le buone pratiche di:

- riduzione degli sprechi;
- produzione di energia pulita;
- mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi)
- riduzione dei rifiuti
(raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo).

Testimonial speciali di questa giornata all’insegna del risparmio energetico saranno i sindaci di tutta Italia, che sperimenteranno sulla propria pelle che cosa significa fare “economia sostenibile” mettendo in atto il maggior numero possibile di comportamenti virtuosi. A questo scopo, gli ascoltatori sono invitati a diventare "ambasciatori del risparmio energetico" presso i propri amministratori, mettendosi per un giorno alle loro calcagna, documentando i loro sforzi con foto e video, in veste di “badanti dell’impatto ambientale”.

Suggerimento:
al posto d'illuminare la serata con le candele di paraffina (derivate del petrolio), utilizziamo invece quelle in cera naturale, oppure luci a LED (autocostruite) alimentate ad energia solare fotovoltaica.

http://www.wutel.net/sew/file_sew/Le%20candele.pdf

http://www.wutel.net/ecolamp/

http://www.wutel.net/sole40/


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venerdì 9 dicembre 2011

Natale di "nuova luce"


Da oggi 8 dicembre la tradizione vuole, quasi ci impone (avete mai detto a qualcuno che non fate l'albero né il presepe e non avete luminarie in casa? Provate, spesso vedrete il vostro interlocutore sgranare gli occhi stupito e quasi imbarazzato per voi) di illuminare le nostre case ed i nostri balconi, le vie e le piazze con luci colorate e gioiose oppure bianche ed eleganti per festeggiare il periodo delle festività natalizie e del capodanno.
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I panettoni ed i dolci tipici natalizi, di produzione industriale, sono sui banchi della grande distribuzione già da fine ottobre (quando avevamo ancora 26 gradi di temperatura media durante il giorno), i centri commerciali e qualche grande azienda hanno installato le luminarie già da qualche settimana.
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Luce e colori ovunque per sostenere e solleticare il nostro desiderio di consumo, perché per dimostrare affetto e amicizia pare sia diventato assolutamente necessario fare un regalo, che si declina la maggior parte delle volte nel comprare un oggetto materiale, e tanto più alto è il prezzo dell'oggetto, tanto più grande sembra essere il sentimento dimostrato.
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Ci piacerebbe provare ad uscire da questa logica e dare a questo periodo un significato diverso, meno legato al puro scambio di beni con un valore di mercato.
Vorremmo che il solstizio d'inverno ed il ritorno della luce fossero un momento di riflessione propositiva su quello che ci circonda e, se scambio ci deve essere, che sia portatore di un'idea positiva e di un sentimento di reale empatia ed interesse verso l'altro.
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I nostri nonni/genitori raccontano di alberelli, che poi venivano rigorosamente piantati, decorati con mandarini e arance e frutta secca, e la luce era assicurata da una candela, di cera d'api, che poi veniva ricostruita più volte per essere posta sulla cima.
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Di bucce di agrumi messe vicino al camino o sulla stufa/calorifero per diffondere un piacevole profumo negli ambienti.
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I nostri ricordi sono probabilmente simili ma già un po' più luminosi, l'albero ha un solo filo di luci e palline di vetro (sempre le stesse, belle e fragili, per anni) a rifletterne la luce e decorazioni di cioccolato vestite da animaletti, angeli e babbo natale, da mangiare di nascosto o a feste finite.
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E che bello poter dipingere sui vetri le candele e il vischio con le sue palline rosse in modo che si vedano dalla strada!
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E ancora, riempire la casa di disegni di monti innevati e di casupole con le renne e la slitta di babbo natale.
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Ci sono tante piccole cose che possono renderci questo periodo sereno e intimo e, se ne abbiamo la possibilità, orientato anche a coloro che a volte dimentichiamo nella frenesia degli impegni e delle preoccupazioni quotidiane.
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Perciò, tutta l'eccessiva illuminazione artificiale e la miriade di oggetti che abbiamo intorno non crediamo siano quello che realmente ci serve per andare nella direzione della "nuova luce" .
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Buon solstizio d'inverno e Natale a tutti.
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P.S. : ai seguenti link qualche informazione in più sui consumi delle luminarie e sulle candele.
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http://www.wutel.net/sew/file_sew/Natale%20e%20risparmio%20energetico.pdf
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http://www.wutel.net/sew/file_sew/Le%20candele.pdf
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(nella foto di testa del post lampioncino natalizio luminoso a LED, alimentato ad energia solare, realizzato nell'ambito delle iniziative "ECOLAMP" wutel.net - http://www.wutel.net/ecolamp )
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giovedì 1 dicembre 2011

Massima resa da un pieno di metano


Forse non tutti sanno che le auto a metano, oltre a inquinare molto meno delle altre auto a benzina o gasolio, riescono anche a "regalare" alcuni chilometri di percorrenza in più se le utilizziamo in alcune particolari condizioni di marcia dopo il rifornimento.
Massimo di Scandicci (FI), che ci segue con simpatia e partecipazione, ci ha segnalato infatti un fatto molto interessante.
Durante il rifornimento di un'auto a metano, il gas "spinto" alla necessaria pressione tende a scaldarsi e quindi a dilatarsi: l'utilizzo immediato dell'automobile per un lungo viaggio consente di tramutare questo effetto fisico in un risparmio di carburante, e di conseguenza in più chilometri percorsi con lo stesso carico di gas e lo stesso costo.
E' essenziale però che l'auto non venga fermata e parcheggiata dopo il rifornimento ma che si parta subito per un viaggio (possibilmente non su strade trafficate dove si sta in coda, perché come sappiamo ciò invece aumenta il consumo di gas).
Alcuni esempi pratici più volte verificati: con una Fiat Multipla che carica 156 litri, ovvero 28 kg di gas, partendo per un lungo viaggio subito dopo il rifornimento si riescono a percorrere dai 50 a 70 km in più rispetto ad un tratto misto. Per una Panda, che ha un serbatoio che è la metà della Multipla, i chilometri in più sono circa 25/30.
Non male, vero?
Proviamo a verificare e, perché no, ad approfittarne quando possibile.
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mercoledì 31 agosto 2011

Possibilità d'utilizzo dell'energia solare per la ricarica delle normali batterie Ni-MH tipo stilo (AA) e mini-stilo (AAA).



















Anche le normali batterie ricaricabili da 1,2 Volt al Ni-MH tipo stilo (AA) e ministilo (AAA), normalmente utilizzate per fornire energia ai nostri apparecchi elettrici/elettronici, possono essere ricaricate grazie all'energia pulita e rinnovabile del nostro sole.


Alcuni modelli di caricabatterie, normalmente reperibili in commercio a prezzi contenuti, sono infatti predisposti per poter funzionare sia a 12 Volt (in corrente continua) che a 220 Volt (in corrente alternata).


Questa doppia possibilità d'alimentazione (12/220 Volt) dei carica batterie permette così a questi apparecchi di poter essere collegati direttamente a piccoli impianti ad energia solare fotovoltaica tramite una normale presa a 12 Volt (come quella di solito utilizzata sulle automobili)


















Per avere un'idea di come realizzare dei piccoli impianti fotovoltaici (fissi e/o portatili) a cui poter collegare il caricabatterie descritto in questo post, vedi gli esempi riportati al seguente link internet:

http://www.wutel.net/bc12v

Per ulteriori informazioni, precisazioni o chiarimenti sull'argomento invia una mail all'indirizzo di posta elettronica:  wutel@live.it


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martedì 9 agosto 2011

Primi passi verso una piccola indipendenza energetica

Piccoli impianti fotovoltaici autonomi alla portata di tutti.

Vi voglio raccontare in questo post l'iniziativa ecologica di Viviana e Gianluca che hanno voluto concretizzare praticamente il loro desiderio di realizzare una piccola esperienza di autoproduzione d'energia elettrica da fonte solare, in modo da attuare una loro piccola ma significativa indipendenza energetica, utilizzando fonti pulite e rinnovabili.

L'installazione fotovoltaica realizzata da questi amici non ha ovviamente le pretese di poter sopperire a tutte le necessità elettriche dell'abitazione, ma pone sicuramente le basi per poter affermare che, anche nel piccolo, tutti possono fare qualcosa per l'ambiente, per la riduzione dalla dipendenza d'energia da fonti fossili non rinnovabili e per il risparmio energetico.

Il piccolo impianto fotovoltaico autonomo è stato interamente installato "fai-da-te", utilizzando tutti componenti facilmente reperibili su internet o presso negozi specializzati.

Per la realizzazione di questo impianto fotovoltaico occorrono i seguenti componenti:

- un pannello fotovoltaico da 40 Watt al silicio monocristallino (durata oltre 20 anni)

(dimensioni: 635 x 535 mm - peso: 4,6 Kg.)


- un REGOLATORE DI CARICA da 6A

(dimensioni 85 x 98 x 34 mm - peso 108 g.)


- una batteria specifica per impianti fotovoltaici da 12Volt 18Ah (durata circa 5/6 anni)

(dimensioni 167 x 181 x 76 mm - peso 6 Kg.)


I suddetti componenti dell'impianto sono stati collegati insieme tra loro con dei cavi elettrici unipolari di sezione 4 mmq. secondo il seguente schema:



Questo piccolo impianto fotovoltaico "home-made" è infatti stato realizzato per poter far funzionare in autonomia (cioè non connessi alla rete elettrica nazionale) una lampada a LED per l'illuminazione di una stanza ed una presa elettrica a 12V (come quelle installate sulle automobili) per il collegamento dei caricabatterie da auto per i telefoni cellulari e per utilizzare (tramite uno specifico alimentatore/adattatore 12V -> 19V ) il computer portatile connesso alla rete Internet.

<- Lampadario con lampadina a LED da 12 Volt - 6 Watt
 Caricabatterie per telefoni cellulari funzionante a 12 Volt --->


<--- Alimentatore funzionante a 12 Volt per computer portatile
Computer portatile alimentato a 12 Volt tramite l'apposito alimentatore universale multitensione per PC ----> 
L'impianto ad energia solare da 40 Watt descritto in questa pagina ha comunque delle ovvie limitazioni di disponibilità energetica che vanno sicuramente tenute presenti durante il suo utilizzo. Queste limitazioni sono principalmente dovute alla limitata potenza del pannello fotovoltaico e della capacità (Ah) della batteria installata.
Non possiamo infatti pretendere da questo piccolo impianto fotovoltaico di poter mantenere perennemente e contemporaneamente accesi: luce, computer portatile e telefoni cellulari in ricarica, quando fuori non splende il sole o tantomeno nel periodo invernale con poche ore di luce giornaliere, sole basso sull'orizzonte e con meno energia rispetto alle altre stagioni.
In generale produrre ed immagazzinare energia da fonte solare non è così immediato come può sembrare. Anche la ricarica della batteria dell'impianto fotovoltaico ha bisogno dei suoi tempi.
A volte siamo troppo abituati a dare per scontato di poter sempre disporre d'energia elettrica in potenza e disponibilità illimitata. Azioniamo un interruttore e tutto deve sempre illuminarsi/funzionare (magari anche di notte proprio quando la fonte energetica solare non è disponibile).
Questi impianti fotovoltaici autonomi, soprattutto se di limitata disponibilità energetica, sono infatti un'ottima esperienza personale di confronto sul rapporto tra i nostri consumi e la nostra capacità di produrci ed utilizzare razionalmente l'energia accumulata.
Utilizzando impianti FV a batteria impareremo sicuramente a risparmiare energia ed a utilizzarla meglio. L'indicatore a LED dello stato di carica della batteria, presente nel "regolatore di carica", diventerà così l'oggetto di casa più "osservato" giornalmente rispetto agli altri quadri/soprammobili presenti nell'abitazione :-)
Queste precisazioni sui piccoli impianti fotovoltaici a batteria non devono ovviamente essere viste come una demoralizzante premessa. Anzi, sono proprio l'opposto. Uno sprone costante e continuo a migliorare le nostre "performance" energetiche e di risparmio. 
Infatti, quanto descritto in questa pagina è soltanto un primo esempio di come poter iniziare a realizzare la propria piccola indipendenza energetica ad energia solare.
Ovviamente potete anche potenziare o installare impianti FV di maggiori dimensioni e potenza (es. 60, 80, 120 Watt ed oltre), utilizzando pannelli solari fotovoltaici, batterie e regolatori di carica di maggiore potenzialità, in modo da poter far funzionare le vostre luci e le vostre apparecchiature elettroniche/informatiche per più ore e per più giorni in caso di condizioni meteo senza o con poco sole.
Maggiore sarà la disponibilità energetica del pannello e della batteria, maggiore sarà anche la possibilità di poter collegare altri apparecchi elettrici e/o altre lampade d'ambiente, piccoli TV portatili LCD/LED, stereo, caricabatterie per biciclette elettriche, ecc. (anche producendosi una parte d'energia a 220Volt per quelle apparecchiature che proprio non riusciamo a far funzionare a 12Volt, grazie ad un apparecchio aggiuntivo all'impianto chiamato "inverter"). Per la realizzazione di impianti fotovoltaici di potenza maggiore, attenzione alla sezione dei cavi utilizzati nei collegamenti. Infatti più la potenza del vostro impianto sarà elevata, maggiore dovrà essere la sezione dei conduttori elettrici che utilizzerete nei collegamenti tra i vari componenti (es. 4 - 6 - 8 mmq.).

 
Inoltre, non è proprio indispensabile disporre di un tetto per poter posizionare un pannello fotovoltaico. Basta anche un balcone, un terrazzo, una finestra, un lucernario, una tettoia, un palo, un giardino, un muretto, una ringhiera, ecc. .

(esempio d'installazione del pannello fotovoltaico sul balcone)

L'indispensabile è invece, ovviamente, che l'area prescelta per il posizionamento del pannello sia il più possibile esposta al sole e senza ombre dovute ad alberi, fili, antenne, edifici, comignoli, ecc. (in generale tutti i pannelli fotovoltaici per poter funzionare bene e produrre sufficiente energia hanno bisogno di essere esposti al sole diretto e non alla semplice luce ambientale, anche se diurna).

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   Il costo indicativo per la realizzazione di questo impianto fotovoltaico da 40Watt è il seguente:
-   pannello fotovoltaico (monocristallino) da 40W € 120,00 circa;
-   regolatore di carica Steca Solsum 6.6F = € 25,00 circa;
-   batteria ermetica da 12V - 18Ah = € 40,00;
-   lampadina a LED 12Volt - 6Watt = € 20,00;
-   scatole di derivazione + interruttore + presa doppia da auto a 12V + portafusibile e fusibile da 5A + cavi elettrici vari + morsetti + portalampade E27 per lampadina a LED = € 20,00;
-   Alimentatore 12Volt per PC (120 Watt)  = € 20,00;
 
     Anche se il costo totale per la realizzazione di questo impianto fotovoltaico è comunque rilevante è da tener presente che questa unità energetica solare si ripagherà comunque nel tempo, fornendovi energia elettrica gratuita e pulita per moltissimi anni (il funzionamento del pannello fotovoltaico è garantito per oltre 20 anni !!!). Inoltre l'acquisto dei vari componenti può essere modulare. Infatti potete acquistare poco per volta ciò che occorre in base alle risorse economiche disponibili al momento ed assemblare nel tempo l'intero impianto. E poi, se abbiamo veramente deciso di fare qualcosa di concreto per l'ambiente ed il risparmio energetico, dobbiamo pur incominciare ad investire ed utilizzare "energia pulita e rinnovabile".

    Per maggiori informazioni sulla realizzazione di questo impianto fotovoltaico autonomo da 40 Watt, potete guardare la scheda descrittiva completa presente al seguente link internet:


    Per avere invece maggiori informazioni sugli altri impianti fotovoltaici autonomi realizzati nell'ambito del progetto "Solar Energy Way" del gruppo di volontariato "wutel.net", potete guardare le schede descrittive delle varie realizzazioni al seguente link internet:




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domenica 15 maggio 2011

CONTROLLO, STABILIZZAZIONE E RIDUZIONE DEI CONSUMI PERSONALI


CONTROLLO, STABILIZZAZIONE E RIDUZIONE DEI CONSUMI PERSONALI
(ELETTRICI E NON SOLTANTO)


Controllare i propri consumi è la prima fase di un processo che ci permetterà, oltre che di tenere sotto controllo le spese, anche e soprattutto di renderci consapevoli di quanto sia importante riflettere sulla possibilità di agire in prima persona, giornalmente e responsabilmente, verso nuovi comportamenti che ci permettano di stabilizzare e, successivamente, diminuire le nostre esigenze quotidiane di consumo.


Questo processo non deve essere assolutamente visto come un’estremistica idea da portare avanti soltanto per un’ideologia personale, ma deve invece essere inteso come un più ampio impegno di rispetto verso il pianeta che ci ospita e gli esseri viventi che lo abitano.


Come ormai tutti sappiamo e vediamo, il nostro pianeta (unica nostra casa comune), mostra dei chiari ed evidenti segni di affaticamento, purtroppo nella maggior parte dei casi causati da noi esseri umani.


A questo punto tocca a noi singoli individui fare qualcosa di concreto e giornalmente! Non pensiamo sempre di demandare la soluzione delle problematiche a Governi, Enti o a carismatiche personalità.


Ognuno di noi, soprattutto se fa parte di quella parte del mondo che è maggiormente causa di questi squilibri, deve impegnarsi in azioni concrete che, insieme, possano dare avvio a dei veri e propri cambiamenti globali.


Non dobbiamo assolutamente pensare che queste “azioni personali di risparmio e riduzione” siano finalizzate a rendere la nostra vita una continua ricerca di privazioni o negazioni. Anzi, sarà proprio la gradualità nel tempo delle azioni/comportamenti attuati che ci porterà ad un miglior e sereno approccio della vita di tutti i giorni.


Ognuno è libero d’incominciare da dove vuole e da dove si sente meglio portato. L’importante e che da ora si incominci a pensare come attuare le regole generali di verifica, controllo, stabilizzazione e riduzione. Di cosa? Di tutti i consumi.


Se volete degli spunti pratici d’azione, in vari campi, potete per esempio guardare i contenuti delle pagine del sito web: http://www.wutel.net/


La cosa importante prima d’iniziare a “fare qualcosa per il mondo”, è però quella di fermarsi a riflettere personalmente sul da farsi, decidendo così da dove e come partire per questa nuova direzione di pensiero ed azione, in base alle proprie forze e disponibilità. Non occorre fare 1.000 cose (magari fatte male o superficialmente), basta anche farne una ma bene e con convinzione.


I “grossi numeri” si concretizzano infatti con le tante “piccole” azioni fatte dalle singole persone che, proprio grazie alla perseveranza ed esempio, ne diffondono sicuramente il messaggio agli altri.


Un semplice esempio dal punto di vista dei consumi elettrici?


Se 1.000 persone riducono di soltanto 100Watt i propri consumi elettrici giornalieri (cosa facilmente attuabile), abbiamo già risparmiato tutti insieme 100.000Watt globali. Mica poco! Pensa se poi le persone diventano 10.000 o se al posto dei 100Watt ne risparmiamo 200 o oltre. Prendete consapevolezza nel fare delle previsioni (reali) con la matematica delle “grandi cifre”, prodotte, in partenza, da “piccoli numeri”.


E questo vale in tutti i campi del risparmio.
Tutti insieme nel piccolo per aiutare in grande il nostro pianeta e gli esseri che lo abitano.






Gruppo di volontariato www.wutel.net - “Solar Energy Way”


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venerdì 29 aprile 2011

Citofoni e campanelli a LED

Anche l'illuminazione delle targhette dei nomi presenti sulla pulsantiera esterna dei citofoni e dei campanelli può essere trasformata con semplicità a led, con notevoli vantaggi dal punto di vista della durata e dei consumi.



Le lampadine utilizzate nella maggior parte dei citofoni/campanelli sono infatti ancora ad incandescenza. Queste lampade, dette "a siluro", hanno una forma simile ad un fusibile.


Queste lampadine sono generalmente alimentate da un circuito che gli fornisce una tensione di 12-15Volt in corrente alternata e consumano ben 3Watt. Normalmente nei citofoni/campanelli ci sono anche più lampadine che, purtroppo, rimanendo accese 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, contribuiscono ad un significativo consumo elettrico annuale, sia personale che globale (pensate infatti a quanti citofoni sono sempre accesi in Italia, Europa, ecc.). Inoltre, essendo classiche lampadine ad incandescenza sono soggette alla frequente rottura del filamento.


Per poter quindi utilizzare i led al posto delle lampadine "a siluro" è necessario realizzare un semplice circuito che permetta di:
• trasformare la corrente alternata fornita dall'alimentatore del citofono, in corrente continua adatta al funzionamento dei led;
• adattare il valore di tensione alle caratteristiche dei led che abbiamo deciso di utilizzare.


Lo schema ed il relativo circuito (di seguito raffigurati) soddisfano tutte le esigenze di alimentazione dei led, risultando inoltre di facile realizzazione e montaggio.





Questo circuito è stato progettato per poter funzionare con la tensione d’alimentazione delle luci citofono (12/15Volt in corrente alternata) e per sostituire 2 lampadine "a siluro" con 4 led del modello di seguito riportato:


4.8mm GOLDEN WARM WHITE LED 14.000mcd


3,2V - 20mA



CONSIDERAZIONI IMPORTANTI SUL CONSUMO ELETTRICO


Ogni lampadina "a siluro" consuma tipicamente circa 3Watt, tutti i giorni (24/24h).


I quattro led di questo circuito consumano invece, complessivamente, soltanto 0,4Watt.


Direi che la differenza di consumo (a parità d'intensità luminosa) si commenta da sola...

Se poi spegnessimo anche le lampadine di giorno, andrebbe ancora meglio.


Vediamo ora come realizzare i supporti per i led che andranno a sostituire le lampadine "a siluro":


Preparazione dei led sui supporti in plastica (riciclata) delle stesse dimensioni della lampadina "a siluro" da sostituire.


Inserimento dei led nel citofono al posto delle lampadine "a siluro".




Illuminazione notturna del citofono (utilizzando led a luce bianca con tonalità "a luce calda", l'effetto visivo risultate sarà uguale a quello prodotto dalle lampadine ad incandescenza che abbiamo sostituito).





NOTE SULLA REALIZZAZIONE
Il circuito d’alimentazione dei led (con diodo 1N4007 e condensatore) è stato assemblato utilizzando come supporto un ritaglio di plastica riciclata che poi, successivamente, è stato opportunamente avvolto con del nastro isolante in modo da isolarlo completamente per evitare eventuali contatti con gli altri cavi/morsetti presenti all'interno del citofono.
Analogo isolamento elettrico con nastro isolante è stato utilizzato per i led e la resistenza da 470 ohm.
Tutti i componenti del circuito (led compresi) sono stati collegati tra loro tramite saldatura a stagno.


NOTE SULLA SICUREZZA
è importante ricordare che durante l'assemblaggio dei vari componenti del circuito dobbiamo assolutamente rispettare tutte le norme di sicurezza mentre utilizziamo gli utensili ed il saldatore, facendo inoltre sempre verificare da una persona esperta e qualificata, prima del collegamento del circuito e dei led alla pulsantiera esterna del citofono, la corretta esecuzione di tutti i collegamenti elettrici realizzati.


I led, grazie alla loro estrema versatilità, basso consumo, alta resa luminosa e di durata, possono inoltre essere utilizzati nell’illuminazione d’interni ed esterna.


Vedi ad esempio i seguenti link:


---> http://www.wutel.net/ecolamp


---> http://www.wutel.net/ledlamp


---> http://www.wutel.net/led

---> http://www.wutel.net/schede




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Per ulteriori informazioni, precisazioni o chiarimenti sull'argomento invia una mail a: wutel@live.it


oppure visita il sito web: http://www.wutel.net/




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martedì 28 dicembre 2010

Consumi dei decoder per la TV digitale







L'utilizzo di un decoder esterno per la ricezione dei nuovi canali televisivi digitali, abbinato ad un televisore tradizionale analogico, comporta purtroppo un aumento dei consumi elettrici d'energia.


Infatti se il decoder televisivo si trova integrato all'interno dell'apparecchio televisivo, lo spegnimento del televisore (tramite interruttore) comporta anche lo spegnimento completo del sintonizzatore digitale, mentre questo non accade se il decoder si trova esterno al televisore.

Frequentemente è infatti possibile dimenticare acceso il decoder anche se il TV è spento.

Al riguardo, bisogna anche considerare che molti decoder presenti in commercio non sono dotati d'interruttore di spegnimento (salvo dover staccare fisicamente la spina tutte le volte che non guardiamo la televisione).

Ecco che allora la maggior parte delle volte il decoder rimane in uno stato di perenne "stand-by" in modo da permetterne la riaccensione immediata tramite telecomando.

Al riguardo, benchè i consumi elettrici diminuiscano quando gli apparecchi elettrici/elettronici si trovano in stand-by, sappiamo però anche molto bene che non si azzerano mai, continuando a consumare inutilmente 24 ore su 24, 365 giorni all'anno alcuni watt (mediamente dai 5 ai 10W circa, e oltre, a seconda del modello di apparecchio).

Per esempio se in un'abitazione vengono lasciati accesi in "stand-by" per tutto l'anno due decoder TV, questo si traduce in un consumo elettrico inutile di circa 87,6 KWh/anno (cioè circa 20€/anno secondo le attuali tipiche tariffe elettriche domestiche).

Ovviamente a livello nazionale, tenendo presente l'elevato numero di persone che si sono dotate o si doteranno di decoder esterni, i consumi elettrici saranno ulteriormente moltiplicati e di valore notevole (nell'ordine di MegaWatt!).

Questo problema di un ulteriore aumento della richiesta energetica nazionale si spera possa essere soltanto transitorio finchè, progressivamente, gli apparecchi televisivi con tecnologia a tubo catodico e senza decoder incorporato saranno gradualmente sostituiti con i nuovi televisori a tecnologia LCD o LED dotati di decoder digitale integrato e con consumi elettrici minori (semprechè con schermi di dimensioni contenute).

Comunque al fine di ridurre i consumi elettrici sarebbe sempre opportuno collegare tutti i nostri apparecchi TV/audio/video/informatici tramite una presa multipla d'alimentazione dotata d'interruttore/i generali (anti stand-by).













Ulteriore risparmio energetico si potrebbe anche attuare riducendo le ore del loro utilizzo giornaliero o, meglio ancora, alimentandoli autonomamente, qualora possibile, da fonti energetiche pulite e rinnovabili (vedi ad esempio alcune applicazioni possibili su: http://www.wutel.net/fotovoltaico ).
Per maggiori informazioni sul controllo dei consumi elettrici vedi invece il seguente link internet:
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giovedì 30 settembre 2010

Più energia dai pannelli fotovoltaici con la tecnologia MPPT











Buone notizie per gli appassionati dell'autoproduzione domestica d'energia elettrica con i pannelli solari fotovoltaici.

Sono infatti reperibili sul mercato i nuovi regolatori di carica con tecnologia "MPPT".
Questi regolatori, la cui sigla significa "Maximum Power Point Tracking" (MPPT), sono in grado di gestire e sfruttare al meglio il punto di massima potenza erogata dal pannello fotovoltaico in base all'irraggiamento solare a cui è sottoposto.

In termini pratici questi nuovi regolatori MPPT risultano in grado di sfruttare (per la carica della batteria) anche la tensione (V) fornita dal pannello solare e quindi non soltanto la corrente (A) generata dal pannello. Grazie così alla combinazione di entrambe le componenti (V e A) generate dai normali pannelli fotovoltaici si ottiene una maggiore disponibilità d'energia per la ricarica degli accumulatori dell'ordine del 30% in più.





Inoltre questi regolatori MPPT sono anche in grado di poter gestire i pannelli fotovoltaici a 24V (per esempio del tipo impiegato negli impianti connessi alla rete elettrica nazionale "conto energia") per caricare batterie a 12Volt.
Quindi niente più problemi di adattabilità dei pannelli fotovoltaici in base al tipo di accumulatore installato.

L'utilizzo di questi dispositivi a tecnologia MPPT è quindi consigliato come sostituto degli attuali regolatori di carica a tecnologia PWM (che sfruttano invece soltanto la componente in corrente A del pannello) aumentando così sia l'efficienza della ricarica batterie di +30% , sia come adattatori per poter utilizzare qualsiasi tipo di pannello solare per gli impianti "ad isola (stand-alone)".
Per maggiori informazioni sui regolatori di carica MPPT vedi la specifica scheda tecnica su:
oppure invia una mail a: wutel@live.it
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martedì 29 giugno 2010

Computer ed internet ad energia solare




















Anche la nostra postazione computer + internet può essere alimentatata ad energia solare fotovoltaica.

Si può infatti realizzare con semplicità e con pochi componenti un generatore elettrico autonomo alimentato dall'energia solare prodotta da un piccolo pannello fotovoltaico.
Questa applicazione, oltre che molto utile per chi ha specifiche esigenze d'utilizzo mobile/portatile, può anche essere utilizzata tutti i giorni sia a casa che al lavoro.

Risparmio energetico ed autoproduzione d'energia elettrica da fonti pulite e rinnovabili sono inoltre le ottime caratteristiche e prerogative "green" di questa applicazione fotovoltaica.

I componenti necessari per la realizzazione di questo "generatore ad energia solare" sono i seguenti:

- un pannello solare (di tipo flessibile e leggero);

- un regolatore di carica;

- una batteria a 12Volt;

- una presa elettrica a 12V (come quelle utilizzate nelle automobili).























Tutti i componenti sopra elencati vanno collegati (tramite dei normali cavi elettrici di sezione 1,5 mmq.), rispettando le polarità (+) e (-), ai morsetti opportunamente indicati presenti nel regolatore di carica.

Inoltre, grazie alla batteria d'accumulo, possiamo utilizzare l'energia elettrica prodotta dal sole anche nelle ore serali/notturne o durante le giornate nuvolose.

Ecco la postazione "PC solare" collegata ed attiva:


Per maggiori informazioni su questa realizzazione ad energia solare vedi la pagina di dettaglio al seguente link: http://www.wutel.net/gps40





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http://www.wutel.net/



giovedì 25 marzo 2010

Lampade alogene a risparmio energetico?







A seguito del divieto da parte della Comunità Europea di produrre e commercializzare le lampadine ad incandescenza di cui:
- dal 1° settembre 2010 sarà vietata la vendita delle lampade ad incandescenza di potenza superiore ai 75 watt;
- dal 1° settembre 2011 il divieto si estenderà alle lampade da 60 watt;
- dal 1° settembre 2012 sarà la volta delle lampade di potenza compresa tra i 25 e i 40 watt;
- dal 1° settembre 2016 il divieto sarà esteso anche alle lampade alogene a bassa efficienza,

ecco che in alcune grandi catene di supermercati ed ipermercati italiani sono state messe in vendita delle "super" lampade alogene A RISPARMIO ENERGETICO !!! (vedi foto).
Ma come, ed io che mi sono dato da fare ormai da anni a sostituire piano piano tutte le normali lampadine ad incandescenza di casa prima con quelle fluorescenti "a basso consumo" e poi con quelle a LED ( www.wutel.net/led ).

Ecco invece che ai clienti di questi grandi magazzini (che magari poverini non ne sanno molto di efficienza e consumo energetico) le normali lampade alogene vengono proposte come "la vera rivoluzione del risparmio energetico".


Tra l'altro, le lampade alogene in vendita oggi sono molto simili, come forma esterna, alle classiche lampade ad incandescenza che conosciamo da sempre.

E vero che a parità di luce emessa una lampada alogena consuma un pò di meno rispetto ad una lampadina ad incandescenza tradizionale ed ha una durata di vita di circa il doppio del tempo (2.000 ore) però è da ricordare che per ottenere quell'intensa luce bianca una lampadina alogena deve sprigionare una temperatura non inferiore a 250 °C per permettere la reazione chimica tra iodio e tungsteno necessaria per il suo funzionamento.

Inoltre la lampada alogena è fonte di raggi ultravioletti, dannosi per l'occhio e la pelle umana, nonchè causa di sbiadimento dei colori degli oggetti illuminati. Tale fenomeno è in parte dovuto all'uso del quarzo al posto del vetro per la costruzione del bulbo. Il quarzo è infatti più resistente alle alte temperature ma inefficiente a bloccare i raggi ultravioletti. La parziale schermatura di queste radiazioni avviene infatti ponendo davanti alla lampada alogena una lastra di vetro che serve anche come protezione in caso di esplosione accidentale dell'ampolla.

In conclusione direi che secondo me è un po' azzardato reclamizzare le alogene come lampade "a risparmio energetico". Sulla confezione inoltre si può anche infatti notare come non "brillino" proprio dal punto di vista della classe energetica.

















A questo punto direi che è meglio continuare sulla via dell'illuminazione a LED :-)

venerdì 18 dicembre 2009

Candele e petrolio




Soprattutto durante le festività natalizie e di fine anno le candele tornano ad essere maggiormente presenti intorno a noi, rispetto agli altri periodi dell'anno, regalandoci quella magica atmosfera che soltanto loro riescono a trasmetterci sottoforma di fiamma viva, calda e danzante nonché di colori, forme e profumi particolari.

Come tutti sappiamo bene la candela è più tecnicamente una fonte luminosa normalmente costituita da uno stoppino in cotone che fuoriesce dall'interno di un cilindro in materiale combustibile allo stato solido.
Prima della scoperta e della diffusione dell'elettricità, le candele sono state una delle fonti primarie d'illuminazione del genere umano insieme alle lampade ad olio. Le candele erano più utilizzate nel nord Europa, mentre le lampade ad olio d'oliva erano diffuse maggiormente nell'Europa mediterranea.
Una candela in genere produce circa 12,6 lumen di luce visibile per 40 Watt di calore, benché questi valori siano soggetti ad una variabilità dovuta soprattutto al tipo di stoppino utilizzato. Giusto per un confronto luminoso, una lampadina ad incandescenza da 40 Watt produce circa 500 lumen. La fiamma di una candela è anche stata utilizzata come unità di misura originariamente definita in modo da corrispondere alla luminosità di una lampadina elettrica equivalente.

Originariamente la realizzazione delle candele avveniva esclusivamente con elementi naturali quali la cera d'api o le cere vegetali (es. soia, palma, carnauba), mentre alcuni tipi di candela di fattura più pregiata utilizzavano la stearina, di origine non minerale, affinché la candela non colasse durante il suo consumo.

Oggigiorno invece le candele sono principalmente realizzate in paraffina che purtroppo è un sottoprodotto della raffinazione del petrolio.

La paraffina è il nome comune che viene dato ad una particolare miscela di idrocarburi solidi, in prevalenza alcani, le cui molecole presentano catene composte da più di 20 atomi di carbonio. È ricavata, come dicevamo precedentemente, dal petrolio e si presenta come una massa cerosa, biancastra, insolubile in acqua e negli acidi.
Fu prodotta per la prima volta dall'industriale tedesco Karl von Reichenbach nel 1830 e la sua preparazione industriale costituisce attualmente una parte fondamentale del trattamento degli oli di petrolio la cui deparaffinazione è un'operazione essenziale.


Per quanto riguarda la sua utilizzazione nella fabbricazione delle candele, la paraffina viene normalmente addizionata (fino al 10%) con acido stearico (che è un acido carbossilico) al fine di renderla meno fusibile, per indurirla e per sbiancarla.

Fortunatamente, anche se più rare in commercio, si possono ancora trovare le candele prodotte naturalmente con cera d'api, stearina e cere vegetali (in genere di palma, soia o carnauba) oppure, molto più raramente, di sego (che però è un sottoprodotto della lavorazione dei grassi animali).

Il metodo di produzione più semplice (volendo realizzabile anche fai-da-te ed in casa) si ottiene con la liquefazione della cera tramite l'applicazione controllata di calore. La sostanza così liquefatta viene poi versata in stampi di varie forme oppure viene fatta solidificare attorno allo stoppino in cotone per immersione ripetuta.
Alla cera possono essere aggiunte essenze per rendere profumata la candela.

Le candele si possono anche colorare tramite l'aggiunta di opportuni coloranti, in genere però nelle candele di produzione industriale vengono utilizzate tinture a base di anilina (nota anche come fenilammina o amminobenzene che è un composto aromatico la cui struttura base è quella di un benzene). L'anilina inoltre è una sostanza con possibili effetti cancerogeni ed è un veleno. Si presenta come un liquido oleoso dall'odore caratteristico e dall'aspetto incolore, tuttavia nel tempo si ossida e produce delle impurità resinose di colore rosso-bruno.

E' da ricordare inoltre che il tipo di stoppino e l'aggiunta di profumi e colori (a base chimica e non naturale) incidono molto, insieme al materiale di cui è costruita la candela, nel determinare la quantità di polveri e di sostanze pericolose ed inquinanti (per la salute e l'ambiente) immesse nell'aria durante la combustione.
Le candele più "pulite" saranno quindi in generale quelle non profumate e non colorate chimicamente nonché costruite con prodotti di origine naturale.

Cerchiamo quindi anche in questo caso di essere consapevoli dei nostri acquisti ricordando inoltre che anche le candele definite "artigianali" non sempre sono sinonimo di qualità e salubrità del prodotto. In generale, comunque, occorre sempre informarsi il più possibile sulla provenienza dei materiali, sulla loro composizione e sulle modalità di produzione e trasporto (anche le candele infatti possono provenire da paesi molto lontani dall'Italia dove materiali e condizioni di vita di chi le ha prodotte sono al limite, se non peggio, della legalità e dello sfruttamento).

martedì 17 novembre 2009

Domotica ad energia solare fotovoltaica








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Anche il controllo e/o l'azionamento a distanza (tramite la rete telefonica GSM) delle apparecchiature elettriche/elettroniche di casa può avvenire autonomamente grazie all'impiego dell'energia solare fotovoltaica.
Varie e molteplici possono essere infatti le applicazioni pratiche della "Domotica ad energia solare" nelle nostre case, uffici, auto, camper, barche, terreni agricoli, ecc.


Infatti grazie ad una piccola scheda elettronica universale di domotica, dotata di modulo integrato GSM, funzionante a 12V ed alimentata da un piccolo impianto fotovoltaico, possiamo realizzare a seconda delle nostre esigenze una vasta possibilità di controllo ed azionamento di dispositivi ed apparecchiature per la sicurezza e l'automazione.
Alcuni esempi applicativi di controllo e comando a distanza (via telefono GSM) possono essere:

  • accensione/spegnimento impianti di riscaldamento (anche stufe a pellet);

  • attivazione, disattivazione e/o controllo di allarmi (furto, incendio, allagamento, ecc.) in case, uffici, auto, camper, barche, terreni, ecc;

  • controllo ed azionamento di elettrodomestici e/o apparecchiature elettriche/elettroniche (caldaie, stufe, luci, cancelli automatici, riavvio computer, telecamere di videosorveglianza, irrigazione orti, ecc.);

  • telesoccorso (automatico e/o a chiamata) per persone anziane, malate, diversamente abili o in caso di pericolo;
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Questi sono soltanto alcuni esempi di come una semplice scheda universale di domotica (alimentata da un piccolo impianto fotovoltaico) può essere impiegata nelle varie esigenze domestiche/lavorative.
Inoltre il collegamento e la realizzazione dell'impianto completo può anche essere realizzato (fai-da-te) con un minimo di conoscenze elettriche ed una normale attrezzatura tecnica.

NOTA: anche se l'impianto è funzionante a bassa tensione (12Volt) occorre sempre, al termine dei lavori e prima di dare tensione all'impianto, far verificare da un tecnico qualificato e specializzato la corretta esecuzione di tutti i collegamenti elettrici eseguiti. Questo per la vostra sicurezza e per il rispetto delle normative vigenti.


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Il telecontrollo dei vari apparecchi collegati all'impianto può avvenire sia tramite SMS che tramite "squilli" (senza quindi alcun costo di chiamata) da inviare al nr. di telefono abbinato alla SIM card presente all'interno della scheda di domotica. Inoltre anche la risposta automatica del modulo alle varie richieste di comando può avvenire sia tramite SMS che tramite "squilli" al nr. di telefono (cellulare o di rete fissa) che ha inviato il comando.

Soltanto i numeri di telefono abilitati in fase di programmazione possono attivare la scheda tramite gli "squilli" mentre gli SMS di comando possono essere inviati da qualsiasi nr. di telefono purchè si conosca la password di sicurezza.


La programmazione delle varie funzioni della scheda può avvenire sia tramite SMS che tramite computer (attraverso una scheda seriale di conversione venduta separatamente).

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Alla scheda di domotica (morsetti d'ingresso) possono essere collegati numerosi tipi di sensori a seconda delle nostre esigenze di controllo. Per esempio:




- sensori volumetrici e/o magnetici (per controllo porte, finestre ed ambienti)





- sensori/pulsanti antincendio (rilevatori di fumo, fiamma e/o allarme);







- pulsanti di allarme/soccorso (malore, rapina, pericolo, ecc.);







- sensori di allagamento (per liquidi);




- sensori di mancanza rete elettrica a 220V (per controllo frigoriferi/congelatori);









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Alla scheda di domotica (morsetti d'uscita) possono essere invece collegati numerosi tipi di apparecchi elettrici a seconda delle nostre esigenze di telecontrollo. Ad esempio:

- termostati d'ambiente (per l'accensione ed il controllo di caldaie o stufe);








- cancelli elettrici o elettroserrature (in modo da utilizzare il telefono cellulare come telecomando per l'apertura);












- sirene d'allarme (per furto, incendio, emergenza ecc.);









- telecamere di videosorveglianza UMTS (utilizzando il telefono cellulare come monitor);








- illuminazione esterna (utilizzando il telefono cellulare come interruttore);











- irrigazione orti (utilizzando il telefono cellulare per l'attivazione degli irrigatori a basso consumo idrico controllati dalle sonde d'umidità);

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Questi sono soltanto alcuni esempi su come poter utilizzare queste schede universali di domotica. Molteplici sono infatti le possibilità di collegamento di sensori ed apparecchiature sia nelle applicazioni domestiche che in quelle lavorative o particolari (camper, barche, terreni agricoli, ecc.) Per tutte queste applicazioni, comunque, grazie all'energia solare fotovoltaica otteniamo il vantaggio immediato e concreto di:

- utilizzare una fonte d'energia rinnovabile e pulita;
- evitare di dover sempre utilizzare la rete elettrica nazionale a 220V;
- rendere autonomo l'impianto anche in caso di blackout;
- migliorare il risparmio energetico degli impianti riducendo così il consumo di combustibile fossile (petrolio, gas e carbone) e la conseguente immissione nell'atmosfera di anidride carbonica (CO2).

Ricordiamoci inoltre che alcune apparecchiature elettriche (tipo piccoli cancelli, elettroserrature, pompe idrauliche, elettrovalvole, luci, sensori, motori, sirene, ecc. ecc.) possono anche funzionare direttamente a 12Volt alimentate da piccoli impianti fotovoltaici autonomi e non connessi alla rete elettrica nazionale a 220V (vedi ad esempio: http://www.wutel.net/sole).


Per maggiori informazioni sulla "Domotica ad energia solare" visita la pagina web:

---> http://www.wutel.net/domotica


oppure invia una mail all'indirizzo di posta elettronica: wutel@live.it

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